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Catene alberghiere in Italia: nuovi scenari ed elenco

 

Le catene alberghiere in Italia non sono mai state l’attore principale del mercato turistico. Infatti, prima del 2015-2016 non hanno mai superato il 4%. Ma negli ultimi anni lo scenario sta cambiando: nel 2018 il numero di alberghi cosiddetti di catena (cioè gruppi di almeno 4 strutture) sono cresciuti circa il 6.5% rispetto al 2017 e il trend è in continuo aumento.

 

Le catene giocano un ruolo abbastanza importante nel settore, perché aiutano, soprattutto in Italia, a compattare un settore parcellizzato in hotel piccoli e a gestione diretta, spesso familiare. Questo consente anche di aumentare il livello medio dell’offerta, a beneficio dei fruitori. Secondo l’ultimo rapporto di Horwath, Hotel & Chains in Italy, proprio questo fenomeno sta causando la diminuzione drastica degli hotel 1-2 stelle e l’aumento degli hotel di fascia medio alta (4-5 stelle), nonché l’aumentare della percentuale detenuta da catene nel settore alberghiero: in Italia siamo al 4.8%. In aumento, ma ancora parecchio indietro rispetto ai nostri vicini di casa: la Spagna è al 33% mentre la Francia al 21%.

 

L’immagine si riferisce proprio alla penetrazione delle catene in ogni mercato:

 

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Panorama italiano delle catene alberghiere

L’attenzione verso il mercato Italia sta aumentando, nuovi operatori anche internazionali si interessano al nostro Paese. Certo, è un lento processo ma costante: c’è l’intenzione di riqualificare il patrimonio alberghiero italiano, che è il terzo paese dopo Germania e Inghilterra per numero di strutture. Anche se, come abbiamo detto poc’anzi, la maggioranza sono strutture di categoria bassa. Il processo di riqualificazione interessa proprio questa fascia di mercato, che è costretta ad una ristrutturazione per non morire. Le catene hanno proprio maggiore potenziale su fasce medio alte e il settore Lusso è sicuramente quello in cui si hanno attualmente i risultati migliori.

 

Ma quali impatti potrebbe avere sul panorama italiano l’aumento della presenza di catene alberghiere, internazionali e domestiche? Per certo, un significativo aumento della qualità e dei servizi offerti, soprattutto per alcune destinazioni e in specifici segmenti. In secondo luogo, anche un ambiente maggiormente sfidante, in cui le competenze devono necessariamente evolversi e migliorare. Infine, non bisogna trascurare la ricerca di una ricetta che sappia mantenere il concetto di ospitalità italiana che piace tanto agli ospiti stranieri.

 

Il mercato italiano non è ancora un mercato maturo per alcune catene, soprattutto per le più esigenti, nonostante si stia consolidando la loro presenza e stia aumentando la loro fetta di camere sul totale (nel 2018 siamo al 16% sul totale ma raggiunge il 50% nel segmento Luxury). La crescita delle catene internazionali, però, è più lenta di quelle domestiche: dal 2013, le catene italiane sono cresciute del 28% contro un 8% delle internazionali.

 

Nel 2018 sono entrate nuove catene internazionali nel nostro mercato e altri brand hanno in programma la prima apertura nel 2019. I brands che operano nel nostro Paese sono in totale 240, di cui 143 sono italiani e 97 sono internazionali.

 

Elenco delle catene alberghiere in Italia e classifica

Fare un elenco di tutti gli operatori del mercato sarebbe lungo e pressoché inutile. Forse è più interessante scoprire quali sono le catene migliori in termini di numeriche e risultati.
I primi 3 brand della classifica generale (che comprende sia brand nazionali sia brand internazionali) sono Best Western, AccorHotels e Marriott. Da segnalare invece tra i brand domestici, la vera e propria scalata del TH Resorts, che è nel 2018 in 7° posizione della Top30 complessiva (nel 2017 era 17°) e il secondo nella top 20 dei brand domestici.

 

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Nell’ultimo report Horwarth si è delineata un’evoluzione del panorama grazie all’identificazione di un cluster di 10 gruppi alberghieri italiani basato sul fatturato totale generato in Italia. Fanno parte di questo cluster: Starhotel, Gruppo UNA, Aeroviaggi, ITI Hotels, TH Resorts, Delphina, Blu Hotels, Blu Serena, JSH e Parc Hotels Italia. Il cluster rappresenta il 31% del numero delle stanze di hotel di catena italiana nonché il 20% di tutte le catene (includendo quindi anche le internazionali). I segmenti interessati sono per la maggior parte upscale, a seguire luxury e midscale.

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Il report ipotizza che queste top 10 avranno nel prossimo biennio (2019-2020) un’importante crescita, in termini di stanze e di fatturato.

 

 

Non ci resta che attendere il prossimo report per capire se proseguirà la crescita di questo importante attore del mercato turistico, le catene alberghiere in Italia.



 

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