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Airbnb apre le porte agli Hotel

 

Annunciazione annunciazione! Airbnb fa parlare di sé…
No, tranquillo, non è prevista nessuna partecipazione a Sanremo. Airbnb fa discutere ben al di fuori del Teatro dell’Ariston. Il perché di sicuro lo sai già. Airbnb, la piattaforma di homesharing più grande e visitata al mondo, ha deciso di aprire le proprie porte anche agli Hotel. Ma non a tutti.

 

Secondo quanto riportato nel comunicato stampa*, la nuova partnership tra Siteinder e Airbnb permetterà, infatti, alle strutture che utilizzano la tecnologia della piattaforma cloud, di comparire nella lista delle strutture prenotabili su Airbnb. Per i boutique hotel e B&b questo significherà raggiungere i milioni di viaggiatori che utilizzano Airbnb ogni giorno e che sono alla ricerca di esperienze di viaggio autentiche.

 
Fin qui nulla di nuovo, già molti hotel indipendenti avevano deciso di proporre le proprie camere su Airbnb, ma la gestione avveniva in maniera del tutto artigianale: gli hotel gestivano manualmente le richieste e le prenotazioni provenienti da questo canale.

 
La vera svolta dell’accordo tra Airbnb e Siteminder sta nel fatto che sarà possibile integrare il channel manager in una sorta di finestra di dialogo con gli host di Airbnb, permettendo così a b&b e boutique hotel di vendere le proprie camere direttamente dai propri software, anche su Airbnb.

 

 

Incoraggiare, favorire e supportare la vendita da parte del settore alberghiero su Airbnb è per te albergatore sicuramente una buona notizia ma non è tutto oro ciò che luccica ed è necessario anche metterti in guarda su alcuni aspetti.
Vediamo assieme quali sono gli aspetti positivi e quelli sui cui è necessario stare un pochino più attenti.

 

I VANTAGGI DI AIRBNB PER GLI HOTEL

 
LA VISIBILITA’
Vendere anche su Airbnb amplia non di poco la tua reperibilità, la diffusione e la notorietà della tua struttura. Ti stai andando a posizionare in una importante e proficua fetta di mercato. Sei sempre più prenotabile.

 
IL TARGET
Su Airbnb avrai un target diverso di persone che ti cercano, rispetto a quello presente nelle altre OTA. Chi ti cerca su Airbnb non solo vuole prenotare un soggiorno nella tua struttura, cerca un’esperienza e tu puoi decidere di proporre in maniera più efficace idee di viaggio alternative rispetto a quanto hai fatto finora. Un turismo fatto di storie e di vicende particolari, in fin dei conti, è già abbastanza richiesto in tutti gli ambiti dell’ospitalità.

 
IL RISPARMIO
Le commissioni su Airbnb sono decisamente più basse rispetto a quelle adottate sulle altre OTA, si parla del 3% – 5% di commissione rispetto alle percentuali ben più importanti a cui, sino ad oggi sei stato abituato.

 

GLI SVANTAGGI

 
L’INTERMEDIAZIONE
Sebbene edulcorata, si tratta sempre e comunque di una forma importante di intermediazione che ti porta sempre più a dipendere da altri nella tua vendita online. Non poggiartici, non farti coccolare dalle tariffe minori, continua ad investire su ciò che favorisce la vendita diretta (il sito, la comunicazione, i contenuti, la pubblicità ecc).
Le mosse degli intermediari, specialmente quelli così autorevoli, possono essere repentine ed inaspettate, non puoi far sì che il tuo fatturato dipenda completamente da loro. Non sottovalutare, poi, che per avere successo nel mercato di Airbnb potresti dover sostenere altri tipi di spese. Garantire un turismo esperienziale, investire sul personale, fornire informazioni aggiornate e adeguarsi ai nuovi target non è facile e, soprattutto, non è gratis.

 
LA CONCORRENZA
Aumenta la visibilità ma aumenta anche la concorrenza. Su Airbnb trovi davvero un mare di soluzioni ideali per quel target di persone che sono solite gestire le proprie vacanze con questo tipo di canale. Pensa ai millennials o alla generazione Z. Occorre costruire delle offerte apposite, proporre esperienze di nicchia e non improvvisare, non svendere le tue proposte in nome di un mercato che ancora, magari, non conosci.

 

 

 
LA SELEZIONE ALL’INGRESSO
Non a tutti gli hotel sarà permesso sporgersi su Airbnb, la società ha infatti dichiarato che accoglierà solo coloro che presentano determinate caratteristiche: saper offrire esperienze uniche ed originali, avere camere dal carattere distintivo, mostrare un approccio impegnato e coinvolgente da parte tua. Si proprio da parte tua e del tuo staff: per garantire un turismo di tipo esperienziale ed emozionale è necessario accogliere gli ospiti con calore, massima disponibilità e tante, tante informazioni.

 
Insomma per ora non possiamo avere dati certi, la notizia è fresca e poco empirica.
Merita un’importante riflessione il fatto che questo mondo, l’home-sharing, si sta aprendo al potente segmento alberghiero e non potrà che coinvolgerlo sempre di più. Chissà che i grossi colossi dell’intermediazione non decidano di cogliere questo guanto di sfida offrendo alle loro strutture affiliate tariffe più concorrenziali o qualche servizio aggiuntivo (riscossione della tassa di soggiorno ad esempio?). Tutto ciò non è dato sapersi, l’unico vero suggerimento è quello di non farti mai cogliere impreparato dalle novità del settore.

 

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*Fonte Comunicato ufficiale Airbnb



 

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