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GDPR e Google Analytics: buone pratiche per la conformità

 
Il 25 maggio è sempre più vicino: la preoccupazione aumenta e la corsa per adeguarsi al Nuovo Regolamento per la Privacy si fa sempre più disperata.
 
Ironia a parte, la verità è che sono poche le certezze che riguardano l’applicazione del GDPR (General Data Protection Regulation) e tante, invece, le domande che ne derivano.
Abbiamo cercato di rispondere alle domande più frequenti nell’articolo della settimana scorsa, e oggi, come promesso, ci occupiamo di come il Nuovo Regolamento europeo per la Privacy influenzerà il monitoraggio dei dati tramite Google Analytics.
 
Pur non essendoci indicazioni chiare, qualcosa si muove. Quindi vediamo alcune best practice da adottare per essere sicuri di agire in piena conformità con la normativa che riguarda la protezione dei dati.
 
Iniziamo col dire che Google Analytics, come riportato nei termini di servizio al punto 7, non dovrebbe archiviare dati personali, ossia dati che rendono identificabili gli utenti.
Nelle dimensioni personalizzate, ad esempio, non dovrebbero comparire url contenenti nomi e cognomi, numeri di telefono o codici postali ecc.
 
Ma non cantiamo vittoria troppo presto…
 
Ci sono alcuni dati che sono considerati personali dal GDPR, ma non sono tali per Google Analytics. È il caso degli url lunghi (riconducibili ad un utente specifico) e degli indirizzi IP.
 

Url e Parametri

Gli url lunghi diventano problematici se contengono più dati legati all’utente. In genere url di questo tipo sono legati alla compilazione di form e sondaggi, ma fortunatamente non si incontrano molto spesso.
Altra ipotesi è quella di url personalizzati che sono risultato della memorizzazione dei dati utili a precompilare i campi di alcuni moduli presenti sul tuo sito o in una landing page.
Che fare allora?
 

Eliminare parametri dalle viste

Dalla tab di amministratore puoi escludere i parametri più “insidiosi” selezionando Impostazioni viste e scorrendo la pagina fino all’opzione “Escludi parametri di ricerca URL”. All’interno della sezione non ti resta che inserire i valori che desideri estromettere dai rapporti Analytics (mail, nome, ecc.), separati da virgole.
 

 

Eliminare parametri tramite filtri

Puoi anche decidere di filtrare i parametri.
Sempre dalla tab amministrazione, vai su Filtri e seleziona Cerca e sostituisci e poi URI della richiesta.
In questo modo, a seconda della stringa che inserirai, puoi abbreviare l’url come vuoi. Se per esempio, nel campo “Cerca stringa” inserisci la notazione \?.*, non rimarrà nient’altro che l’url principale.
 

 

Indirizzi IP

La funzionalità di anonimizzazione degli IP è tra le risorse che Google offre ai suoi utenti per aiutarli ad adattarsi in modo facile e veloce alle regole sulla privacy. Per conoscere le altre soluzioni, visita la pagina dedicata.
Il processo di anonimizzazione IP fa sì che gli indirizzi vengano mascherati non appena ricevuti da Analytics, prima ancora che vengano memorizzati e consiste nell’inserimento di una funzione specifica nel codice di monitoraggio di un sito web.
 

Ed eccoci arrivati all’ultimo consiglio.
Considera che le notizie a riguardo sono in continuo aggiornamento, ma tieni comunque presente le nostre parole.
 

Elimina i Cookie non conformi

Da disattivare assolutamente le funzioni User ID e Client ID.
Lo User ID permette di associare dispositivi e sessioni a un ID univoco; questo significa che l’utente diventa identificabile e quindi tale impostazione non è conforme al Regolamento.
Se non è abilitata la funzione User ID, gli utenti unici vengono calcolati tramite Client ID. Anche in questo caso vale quanto detto sopra e il consiglio è di disattivare l’identificazione.
 
Non è comunque il caso di preoccuparsi troppo di questi aspetti perché al più presto verranno introdotti degli strumenti che consentiranno di gestire la cancellazione di tutti i dati associati a un singolo utente.
Troverai tutto qui, quindi stai all’erta!

 

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Fonte: Convert



 

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